Il mio percorso nasce da una domanda semplice, quasi scomoda:
chi ha deciso che nel gelato artigianale debbano entrare latte in polvere, neutri, fibre e correttori?
E, soprattutto, chi ha stabilito che esista una sola idea di texture “giusta”?
Nel panorama attuale, mentre l’industria riduce gli ingredienti all’essenziale, il gelato artigianale ha spesso intrapreso la strada opposta, accumulando regole tecniche diventate dogmi. Io ho scelto di fermarmi, osservare e tornare all’origine.
Il mio lavoro nasce da qui: da un’idea di gelato che non ha bisogno di maschere, che mette al centro la materia prima, il gusto reale e l’equilibrio naturale. Un gelato che non rincorre la perfezione standardizzata, ma ricerca coerenza, sincerità e identità.